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I transplutoniani Dalla premessa del libro "Negli occhi dello sciamano", di Hernan Huarache Mamani, Piemme, Casale Monferrato 1999Un astronomo che stava visitando il Canon del Colca sentì parlare di Tomas Laura, un astronomo andino. Il visitatore dopo averlo ncontrato gli chiese se poteva insegnargli a conoscere i nomi andini delle costellazioni del cielo. Prima di rispondere, Tomas gli rivolse alcune domande: "Cos'è la Terra per te? Ascolti, quando la Terra ti parla? Qual è il punto di maggior forza di questo pianeta? Cos'è che unisce l'uomo alla Terra?" Le risposte dell'astronomo in visita non sembrarono soddisfacenti a Tomas Laura, per cui aggiunse: "Come pretendi di conoscere il linguaggio dei cieli, se non conosci il linguaggio della Terra? Prima impara gli insegnamenti della Terra sulla quale poggiano i tuoi piedi e poi ti insegnerò i nomi delle costellazioni e i messaggi del Cosmo. Solo i pazzi e gli stolti vogliono imparare prima quello che è lontano, senza conoscere ciò che è vicino." La scoperta di nuovi pianetidi Marco Gambassi Un capitolo importante della ricerca scientifica moderna è la scoperta di nuovi corpi celesti, pianeti, asteroidi, stelle, ecc.. Negli ultimi due secoli ben due nuovi pianeti, Nettuno e Plutone, furono trovati dopo essere stati “pensati”. La loro posizione fu rivelata dallo studio Come fece notare Lisa Morpurgo, mancano due entità planetarie a ricostituire l’architettura del nostro Zodiaco. I segni Toro e Vergine sarebbero “domicili primari” di due pianeti ignoti, dato che Venere e Mercurio avrebbero i loro domicili primari rispettivamente in Bilancia e in Gemelli.
Così si delineano i profili di due transplutoniani: X e Y, la Terra e il Cielo, lo spazio e il tempo, la soddisfazione di una fame materiale, e l’acqua viva che risponde a una sete spirituale. Forse è vero che qualcosa o qualcuno nasce quando il cielo e la terra sono colmi della sua attesa e più sofferenti della sua mancanza. Il Sole nasce nel chiarore dell’alba e nel gelo del mattino. L’astro X sarà forse individuato nel culmine dell’attesa di un mondo che restituisca valore alla terra e ai suoi abitanti più umili e più affamati, e che salvaguardi l’ambiente. Ma X esiste, e dove, e a quale personaggio mitico può essere accostato? X è forse Proserpina, la figlia che torna dalla madre nel fiorire della primavera, e dal consorte Plutone quando i semi cercano la profondità? E’ Rea, madre di alcuni importanti Dei dell’Olimpo? E’ forse Cibele, dea straniera che i greci importarono dalla Frigia? Oppure tale pianeta, essendo domiciliato in Toro, riguarda il mito del Minotauro e del labirinto? Non ho la pretesa di dare un ritratto esatto di un pianeta che è ignoto, e lo è anche perché non abbiamo ancora una compiuta coscienza della sua identità e del suo valore. Ma se il Toro (suo domicilio) è il segno del nutrimento e del territorio, X potrebbe incarnare il principio della Grande Madre, rappresentare il sentimento della globalità e postulare una nuova fratellanza tra le razze e le specie, in quanto figlie della stessa Terra Madre. Qui di seguito riporto due lavori svolti negli anni passati, il primo dei quali è stato già pubblicato su Linguaggio Astrale, l’altro inviato nel 2002 per un Concorso sulla ricerca astrologica a Valencia, in Spagna; ma non so se sia stato pubblicato. Parte Prima - I pianeti e le armonie dei numeri: la legge di Titius e BodeUno degli scopi dell’astrologia è di trovare, o almeno cercare, un’armonia e un senso nel caos relativistico degli spazi e dei tempi astrali. La ricerca di quest’armonia si riflette tra l’altro nella formulazione del calendario, e nel tentativo di “nominare” il mondo, assegnando nomi e formule a stagioni, segni, astri, costellazioni, ecc. In questo senso la legge di Titius e Bode è un importante tratto d’unione tra Astrologia e Astronomia. Infatti questa legge enuncia con forza, attraverso il linguaggio dei numeri, un’armonia degli spazi o delle distanze tra Sole e pianeti: essa fu formulata da Titius (forma latinizzata del nome Tietz) intorno al 1770 e trovò in Johann Elert Bode un entusiasta divulgatore. Scrive l’astronomo “Franco Foresta Martin” in “Le comete”: “L’uomo ha sempre tentato di estrarre un ordine dal caos apparente della natura e già lo stesso Pitagora era convinto che vi deve essere armonia nella spaziatura delle sfere planetarie così come vi è nelle corde di una lira. Fra il XVI e il XVIII secolo, gli astronomi tedeschi furono i più impegnati nella ricerca di questa armonia. Dopo i risultati insoddisfacenti di Keplero e Kant, Johann Daniel Tietz di Wittenberg (1729 - 1796), più noto con il nome latino di Titius, trovò nel 1766 una semplice relazione matematica da cui si possono dedurre le distanze approssimative dei pianeti dal Sole.” La legge di Titius non prevede l’esistenza del pianeta Nettuno, che si configura come eccezione che conferma la regola, come d’altronde è nel suo carattere astrologico. Diciamo anzitutto che l’Unità Astronomica (U.A.) è la distanza media della Terra dal Sole ed equivale a circa 149,6 milioni di chilometri. In base a tale Unità si stabiliscono in Astronomia le distanze di tutti gli altri pianeti dal Sole. Nel prospetto seguente sono elencati a sinistra i valori delle distanze planetarie come sono previsti dalla legge di Titius, e a destra i valori medi delle distanze reali.
Distanze teoriche Pianeta Distanze reali secondo Titius e Bode - 0,4 Unità Astronomiche Mercurio 0,387 - 0,7 = 0,4 + 0,3 Venere 0,723 - 1,0 = 0,4 + (0,3 x 2) Terra 1,000 - 1,6 = 0,4 + (0,3 x 2 x 2) Marte 1,524 - 2,8 = 0,4 + (0,3 x 2 x 2 x 2) Cerere 2,767 - 5,2 = 0,4 + (0,3 x 2 x 2 x 2 x 2) Giove 5,203 - 10 = 0,4 + (0,3 x 2 x 2 x 2 x 2 x 2) Saturno 9,539 - 19,6 = 0,4 + (0,3 x 2 x 2 x 2 x 2 x 2 x 2) Urano 19,182 - (eccezione che conferma la regola...) Nettuno 30,057 -38,8 = 0,4 + (0,3 x 2 x 2 x 2 x 2 x 2 x 2 x 2) Plutone 39,44 Come si vede, Nettuno non è previsto dalla successione numerica. Tuttavia il prospetto mostra che le coincidenze tra realtà e teoria sono sorprendenti e innegabili. Dunque la legge di Titius è sostanzialmente valida e attuale, anche se per la verità non tutti sono disposti a riconoscerlo. Una legge d’altra parte non serve solo a certificare l’esistente o il già noto, ma anche a operare predizioni: ai pianeti noti si possono aggiungere due pianeti ignoti (X e Y), che si troverebbero al di là di Plutone. Ecco le loro distanze in Unità Astronomiche, considerando ovviamente che si tratta solo di distanze teoriche: Distanze teoriche Pianeti secondo Titius e Bode - 77,2 = 0,4 + (0,3 x 2 x 2 x 2 x 2 x 2 x 2 x 2 x 2) I transplutoniano (X) - 154 = 0,4 + (0,3 x 2 x 2 x 2 x 2 x 2 x 2 x 2 x 2 x 2) II transplutoniano (Y) Esiste un territorio di confine tra Astronomia e Astrologia ancora da esplorare, e su questo territorio la legge di Titius-Bode getta una luce: anzitutto essa è definibile come la legge del quattro e del tre. Infatti si comincia con Mercurio da quattro decimali, al quale progressivamente si aggiungono prima tre decimali, poi tre per due (3x2), poi tre per due ripetuto due volte (3x2x2) e via dicendo. Quattro e tre compaiono sempre, e sono proprio i numeri costitutivi del nostro Zodiaco e del nostro calendario: tanto i segni zodiacali che le omonime costellazioni e i mesi dell’anno sono 3 x 4 = 12. Le stagioni dell’anno sono quattro e ogni stagione si compone di tre parti: un inizio (segno cardinale), una parte centrale (segno fisso), una parte mutante (segno mobile). E quattro sono gli elementi della natura (fuoco, terra, aria, acqua), ognuno dei quali si struttura astralmente in una triplicità di segni. Se poi passiamo a studiare in quest’ottica i pianeti del sistema, scopriamo che l’armonia dei numeri ha un forte sapore simbolico. Qui di seguito propongo qualche spunto di riflessione. MercurioMercurio, il primo pianeta, dista dal Sole circa 0,4 Unità Astronomiche: a un primo esame parrebbe che Mercurio ha poco a che fare con il 4. D’altra parte il termine 0,4 resta come addendo in tutti i termini della successione di distanze planetarie, quasi come un cemento unificante: allo stesso modo Mercurio è un principio di comunicazione e collegamento tra tutti gli astri del sistema. Inoltre il 4 richiama i punti cardinali Nord, Sud, Est, Ovest, e quindi una funzione di orientamento nel tempo e nello spazio, comune a tutti i pianeti. VenereVenere si colloca a distanza 0,4 + 0,3 = 0,7. La parentela di Venere con il 7 pare accentuata dal “trono” astrologico di Venere nel settimo segno: la Bilancia. Il 7, somma del tre e del quattro, riassume in sé una singolare perfezione: Venere, che corrisponde ad Afrodite, dea dell’amore, è l’astro della bellezza, e anche a vederlo nella luce dell’alba o della sera quest’astro è incantevole. Il pianeta Venere è perfetto anche nella sua orbita, la quale tra tutte le orbite ellittiche conosciute è quella che più si avvicina all’armonia del cerchio e/o della sfera. Venere insomma ci richiama alla perfezione, suggerendoci le vie dell’arte e dell’amore. Terra - LunaCon il sistema Terra - Luna, per definizione a distanza 1 U.A., si ritorna al numero 1 che è principio di tutti gli altri numeri, e quindi creatore: è sulla Terra che l’effetto congiunto del calore solare e dei ritmi lunari crea la vita. Si potrebbe ribattere che è stata un’arbitraria convenzione umana ad assegnare il valore 1 per la distanza tra Terra e Sole. Sì, ma può darsi che la vita e l’uomo esistano sulla Terra proprio perché la distanza Terra - Sole (o Luna - Sole) è tale da potersi assumere come misura: “l’uomo è misura di tutte le cose”, secondo il principio antropico della filosofia greca. MarteCon Marte siamo a distanza 1,6: qui il 7 si scinde nell’1 e nel 6, quasi che l’urto dell’energia libidica di Marte costituisse una rottura dell’armonia, e rappresentasse una sfida che prelude il passaggio verso armonie superiori e verso altri mondi. Marte infatti è il primo pianeta esterno, perché la sua orbita non è compresa dall’orbita terrestre. Cerere e gli altri asteroidiLa legge di Titius B. fu formulata prima che gli asteroidi (a cominciare da Cerere, il più grande e il primo ad essere visto nel primo gennaio del 1801 dall’astronomo Piazzi) fossero individuati e quindi in qualche modo ne ha anticipato la scoperta. Infatti la legge di Titius prevedeva che a una distanza di 2,8 Unità Astronomiche esistesse un pianeta, quando pianeti parevano non esserci affatto. La natura ha orrore del vuoto, dicevano anticamente: e senza gli asteroidi ci sarebbe stato effettivamente un vuoto nell’ordine degli spazi celesti e nell’armonia dei numeri. Si potrebbe arguire che la fascia degli asteroidi, costituita da migliaia di piccoli corpi celesti orbitanti tra Marte e Giove, abbia avuto origine da un unico pianeta, o che comunque abbia la dignità astrologica di un pianeta, seppure si tratta di un pianeta plurimo. Significato storico e sociale degli asteroidi principaliNei primi anni dell’ottocento, con l’avvento della società industriale e dei principi di libertà e di democrazia affermati in modo contraddittorio dall’impeto giacobino, le donne iniziarono a essere protagoniste della vita sociale e il romanzo ottocentesco riporta in luce un avvenuto mutamento: basta pensare a figure fortemente espressive come Madame Bovary nel romanzo francese o Anna Karenina nella letteratura russa, personaggi che decisamente escono dalla monotonia degli stereotipi della donna angelo o della donna diavolo. E fu proprio sul principio dell’ ‘800, in un clima di rinnovamento sociale, che furono scoperti i primi quattro asteroidi ai quali venne dato il nome di 4 divinità femminili, tra le 12 maggiori dell’Olimpo: Cerere, Giunone, Pallade e Vesta. Dopo la scoperta di Cerere a Palermo, il 1802 fu scoperta Pallade da Olbers, e Giunone e Vesta furono individuate rispettivamente nel 1804 e nel 1807 da Harding e Olbers. Proprio nel 1804 nacque George Sand, donna e scrittrice che espresse, già nel nome maschile volontariamente assunto, la sua ferma e gladiatoria intenzione di essere protagonista. Il principio femminile che Venere aveva evocato con lo splendore della forma, qui pare scindersi in quattro: e nei termini delle distanze numeriche e nel quadro della legge di Titius anche il 7 venusiano si quadruplica: infatti siamo a distanza 0,7 x 4 = 2,8 Unità Astronomiche dal Sole. Quest’incredibile legge di simmetria pare prevedere persino la moltiplicazione dell’uno nel quattro. La virtù muliebre si articola nelle sfere del legame e della fedeltà (Giunone), della fecondità e della multiforme arte della natura (Cerere), dello spirito casalingo e protettivo (Vesta), e dell’animo illuminato e combattivo (Pallade). GioveCon il pianeta successivo, Giove, il 7 si scinde nel 5 e nel 2: infatti la distanza prevista (che coincide con quella reale) è 5,2 U.A.: il cinque potrebbe essere definito il numero della stella, se è vero che le stelle si immaginano con cinque punte, e si dice che Giove sia una stella abortita, tanto questo pianeta è grande: è comunque il pianeta più voluminoso e sontuoso, emette onde elettromagnetiche non visibili, ed è circondato da decine di satelliti di cui i maggiori 4 scoperti da Galileo sono grandi come pianeti e definiti come “Lune”. SaturnoSaturno dista dal Sole 10 U. A., e allora siamo ad una riedizione dell’unità, ma anche ad un punto di arrivo e di compimento, tanto che fino al tempo di Titius questo era il pianeta più lontano di cui si avesse conoscenza. Aggiungo che Saturno è in Astrologia il maestro del decimo segno, il Capricorno, e simboleggia il compimento o la realizzazione, la vecchiaia, il potere e le vette della vita. UranoAnche quest’astro era ignoto quando la legge fu formulata, e fu scoperto pochi anni dopo, nel 1781 da W. Herschel, e proprio (o quasi) alla distanza prevista, che è 19,6. Questo numero non mi suscita al momento particolari riflessioni a parte una vaga parentela con il numero di Marte (1,6), che ha in comune con Urano un accentuato spirito dinamico. Nettuno e PlutoneLa distanza reale a cui si trova Nettuno non corrisponde alle distanze previste dalla legge. Si tratta evidentemente di un’eccezione che conferma la regola, come del resto è nello spirito imprevedibile, anarchico e “senza legge” dell’astro. In compenso è Plutone ad occupare la casella prevista che la teoria vuole a distanza 38,8 U.A. (in realtà Plutone ha la distanza media reale di 39,4 U.A.). Insomma o si ammette che Nettuno ha la virtù di sfuggire alle leggi, magari per richiamarsi ad altre leggi di ordine superiore; e/o si ritiene che gli ultimi due pianeti noti, Nettuno e Plutone, sono per la simmetria di Titius e Bode un solo pianeta. Forse lo erano anticamente, tanto che è stato ipotizzato che il piccolo Plutone fosse in realtà un satellite sfuggito all’orbita del grande Nettuno. Dalla legge di Titius sembra invece che paradossalmente sia il grande Nettuno a essere satellite del piccolo Plutone, perché è quest’ultimo a trovarsi alla distanza canonica prevista. Comunque si voglia interpretare la cosa, le orbite di questi due pianeti si incrociano, tanto che negli ultimi venti anni del XX secolo è stato Nettuno e non Plutone l’astro più lontano dal Sole. Questo fa veramente pensare a un sistema complesso di due astri. Quindi Nettuno e Plutone parrebbero costituire un sistema, che si inserisce nella legge di armonia astrale come un nodo di disordine, o di passaggio a un ordine superiore. E’ noto in Astrologia come Nettuno sia simbolo di entropia e di disordine: c’è un richiamo all’antico dio del mare, all’oceano che livella e confonde. Mentre Plutone allude al ribaltamento, se non all’eversione da un ordine costituito. I tempi di rivoluzioneL’armonia dei numeri non riguarda solo le distanze dei pianeti, ma anche i tempi di rivoluzione degli stessi. Infatti per la terza legge di Keplero il quadrato del tempo di rivoluzione di un pianeta è proporzionale al cubo della distanza media del pianeta stesso dal Sole. La costante di proporzionalità è 1 (uno!) se si misurano le distanze in Unità Astronomiche e i tempi in Anni Terrestri. Se ad esempio si volesse calcolare il tempo di rivoluzione di Giove si dovrebbe procedere così: 1) si calcola il cubo della distanza di Giove dal Sole (distanza uguale a 5,2 Unità Astronomiche): 5,2 x 5,2 x 5,2 = 140,6 2) si estrae la radice quadrata del risultato ottenuto e si ottiene la durata in anni del ciclo di rivoluzione di Giove, poco meno di 12 anni Lo spazio dell’ignoto: i pianeti transplutonianiSuperato il nodo degli ultimi due pianeti noti, gettiamo lo sguardo oltre, verso la profondità oscura del cielo da dove ci giungono le voci luminose di grandi stelle, ma tacciono i più lontani pianeti che non brillano di luce propria. Si è detto che almeno 2 altri pianeti non ancora visti da occhio umano si troverebbero oltre Plutone. E forse a questi pianeti si associa un principio e una coscienza che l’umanità deve ancora assimilare. Primo pianeta transplutoniano: XSecondo Lisa Morpurgo, il primo pianeta transplutoniano (X) sarebbe simbolo della natura e delle sue foreste; principio femminile di accoglienza e di maternità. Ebbene, l’uomo deve ancora prendere piena coscienza della sacralità e dell’importanza della natura, e degli animali che la popolano. Forse il pianeta X sarà scoperto solo quando l’essere umano percepirà in pieno la globalità e la limitatezza del pianeta Terra e il valore della natura stessa. In base alla legge di Titius e Bode tale pianeta appare un po’ lontanuccio: si troverebbe a circa 77,2 Unità Astronomiche, cioè a una distanza quasi doppia di quella di Plutone che pure è di tutto rispetto, e 77 volte più lontano della Terra dal Sole. Ho già notato nei pianeti femminili la ripetizione del 7: 0,7 è la distanza di Venere. Gli asteroidi sono a distanza 2,8 (4 x 0,7). Il pianeta X, ipotetico principio di ecologia, che simboleggia i capelli e le zone generative della donna, prenderebbe il numero 77 = 7 x 11. Il numero 7 si è sdoppiato, come a costituire due immaginarie colonne che custodiscono l’ingresso ai luoghi sacri della terra e delle foreste. Ipotesi sulle caratteristiche del transplutoniano XLa prima ipotesi è che la distanza media del pianeta dal Sole rispetti la legge di Titius, e che sia uguale a 77,2 Unità Astronomiche. Con questa premessa è automatico conoscere i tempi di rivoluzione di X. Infatti per la terza legge di Keplero i conti sono presto fatti. 1) si calcola il cubo della distanza: 77,2 x 77,2 x 77,2 = 460099 U.A. 2) si estrae la radice del risultato ottenuto e si ottiene: T = 678,3 anni Insomma dall’ipotesi di partenza scaturisce con un semplice calcolo che il tempo di rivoluzione di X è di circa 678 anni, e che il tempo di passaggio in un segno zodiacale è di 56 anni e mezzo circa. Ma, si potrebbe ribattere, la velocità di transito di X potrebbe essere variabile, e tanto più variabile quanto più la sua orbita è ellittica. Dunque la durata dei transiti potrebbe variare da segno a segno. E allora ricordo che l’ellitticità delle orbite appare ben poco pronunciata per gli astri di sensibilità femminile e di armonia come Venere (ellitticità = 0,007) e Nettuno (ellitticità = 0,009), i quali hanno orbite pressoché circolari. Diversamente le orbite più ellittiche sono di Plutone (e = 0,250), astro del “machismo” e di Mercurio (e = 0,206), che ricorda il “briccone divino”. Insomma, se Lisa Morpurgo è nel giusto quando scrive con ottime argomentazioni di X come di un astro della femminilità taurina, e quindi anche della rotondità, è ragionevole aspettarsi che la sua orbita sia poco ellittica e quasi circolare. In questo caso la velocità di rivoluzione e di transito (che dipende dalla distanza dal Sole) sarebbe relativamente costante nel corso degli anni, e il transito avrebbe la stessa durata di 56,5 anni, o quasi, per tutti i segni. E allora, se è vero che il suo ciclo completo di rivoluzione è di 678 anni, nel 2000 l’astro X si sarebbe trovato nel grado e nel segno in cui si trovava nel 1322, e nel grado e nel segno opposti rispetto al 1661, e quadrati rispetto al 1491 e al 1830. Un discorso simile a quello fatto per l’ellitticità si potrebbe fare per l’inclinazione dell’orbita di X sul piano dell’eclittica: è facile notare che le orbite poco eccentriche hanno inclinazioni non alte (si va da 0° 77’ di Urano ai 3°39’ di Venere), mentre le orbite più eccentriche sono anche le più inclinate: al solito quelle di Mercurio e Plutone le cui inclinazioni sono rispettivamente 7° e 17°. L’orbita di X sarebbe dunque poco inclinata sul piano dell’eclittica, e questo semplificherebbe l’arduo compito di chi volesse individuare questo corpo celeste: il telescopio dovrebbe essere puntato solo sulle basse latitudini, in prossimità del sentiero celeste del Sole... Ma in quale segno e in quale grado del segno, infine, transiterebbe oggi il misterioso pianeta? Si può avanzare qualche ipotesi. Si potrebbe ad esempio indagare la posizione di Urano e Plutone in occasione di notevoli movimenti tellurici, immaginando un loro aspetto con il pianeta ignoto. E/o indagare il cielo natale di personaggi storici aventi una singolare parentela con il simbolismo di X. Inoltre sarebbe possibile prefigurare i grandi cicli Saturno-X, Urano-X, ecc., considerando i punti nodali di congiunzione distanziati da intervalli regolari di 30 anni, di 96 anni, ecc.. Secondo pianeta transplutoniano: YAnalisi di alcuni cicli storici sincronici con il ciclo di YIl secondo transplutoniano si troverebbe addirittura alla distanza di 154 Unità Astronomiche. Siamo al terzo numero intero, dopo quello della Terra (1,0) e quello di Saturno (10,0): e come nel caso di Terra e Saturno si ritorna a un principio di unità e di compimento, perché 1 + 5 + 4 = 10... Se la luce impiega 8 minuti e 20 secondi per raggiungere la Terra partendo dal Sole, un messaggio di luce impiegherebbe più di ventuno ore per arrivare dal Sole a Y... In teoria questo corpo celeste sarebbe quasi quattro volte più lontano di Plutone. Ciò spiega bene come non sia stato ancora visto, se mai lo sarà. In base alla III legge di Keplero, il tempo di rivoluzione planetaria corrispondente a tale abissale distanza sarebbe di 1911 anni! In media 159,25 anni per ogni segno dello Zodiaco e 5,3 anni per ogni grado...
T = 1911 anni
1911 anni è esattamente il tempo che intercorre tra la crocifissione di Cristo e l’olocausto degli ebrei, nonché quello degli zingari e di altri popoli nella seconda guerra mondiale! In entrambe le circostanze Y, se esiste, si sarebbe trovato in uno stesso segno zodiacale e più o meno in uno stesso grado (ma attenzione... non presso le stesse stelle, perché anch’esse si muovono per effetto della precessione degli equinozi). Su “Linguaggio Astrale” ho recentemente scritto di un asse storico e spazio-temporale Berlino - Gerusalemme (e Toro - Scorpione): infatti Cristo fu condannato e crocifisso a Gerusalemme, mentre la “soluzione finale” fu architettata a Berlino. Sarebbe un ciclo di Y (1911 anni) il preciso intervallo che separa questi eventi, che aprono e chiudono un’epoca: la “shoah” ebraica è stata quasi assunta a categoria di fede come la morte e la rinascita di Gesù Cristo. In entrambi i casi esistono le negazioni o le revisioni storiche, che comunque contribuiscono ad avvolgere queste storie nella dimensione dell’archetipo civile o religioso. Se la crocifissione cristiana anticipò di poco la diaspora ebraica, l’olocausto bellico fu la premessa del ritorno alle origini. La prima fu il sacrificio di un singolo, l’”agnello divino”, nella Pasqua correlata all’Ariete, segno di resurrezione. Il secondo fu il sacrificio di un popolo, e anzi di più popoli, che preludeva a un risorgimento popolare: tutto questo si correla al segno Scorpione. L’intervallo tra questi due momenti storici, che furono momenti di singolare seppur dolorosa manifestazione del trascendente nella storia, è simbolicamente l’intervallo che separa i due segni eroici e marziani, l’Ariete e lo Scorpione: sta tra la caduta e la rinascita, tra la soglia della vita e quella esoterica della morte e della trascendenza. E’ l’intervallo tracciato dall’ipotetico pianeta Y, astro del tempo. Un ciclo di Y divide inoltre il periodo storico della nascita del muro del pianto di Gerusalemme dal periodo della caduta del muro della separazione di Berlino. Il tempio di Gerusalemme viene distrutto nel 70 d.C. ad opera dei soldati romani; il muro di Berlino viene abbattuto il 1989 dagli stessi tedeschi. Tra i due avvenimenti intercorrono 1919 anni, solo 8 in più del ciclo previsto! E 8 anni corrispondono a solo un grado e mezzo di transito di Y lungo lo Zodiaco. Un altro parallelismo storico che riguarda i grandi cicli del tempo può essere individuato nel fiorire e rifiorire delle grandi civiltà dell’arte: una di esse corrisponde al periodo d’oro della Grecia, spesso definito come età di Pericle. Pericle nasce intorno al 495 a.C. e muore nel 429: in questo periodo la civiltà greca raggiunge la sua massima espressione prima della decadenza. Andiamo a vedere cosa succede 1911 anni dopo, cioè dal 1416 al 1482: si tratta del periodo d’oro del Rinascimento italiano ed europeo prima della scoperta dell’America che porterà alla decadenza dell’Europa! Lorenzo dei Medici, simbolo del Rinascimento e della civiltà europea, nasce nel 1448 e muore nel 1492: la vita di Pericle e quella di Lorenzo stanno a distanza pressoché esatta di un ciclo di Y! E altrettanto si può dire della vita di Aristotele (Stagira 383-84 a.C. - Calcide 322 a.C.) rispetto a quelle di Giordano Bruno (Nola 1548 - Roma 1600) e di Galileo (Pisa 1564 - Arcetri 1642) che apertamente contestarono l’autorità dell’antico filosofo in materia astronomica, comunque inserendosi nel filone delle grandi idee della scienza. Ipotesi sulla posizione di Y sulla sfera celesteSe questo pianeta Y esiste, si potrebbe associare i periodi d’oro della civiltà greca e di quella italiana del Rinascimento a due successivi transiti nel segno del Leone, segno solare del mecenatismo e della creatività; il periodo di Aristotele e poi quello di Galileo sarebbero da associare al transito di questo pianeta nel segno mercuriale della Vergine. Mentre i periodi storici della vicenda di Cristo e poi della “shoah” ebraica potrebbero essere riferibili a due successivi transiti di Y nel segno semita e misterico dello Scorpione. Anche la diffusione delle filosofie nichiliste ed esistenzialiste nell’ultima parte dell’ottocento e nella prima del novecento può far pensare al transito di Y in Scorpione. Le distanze temporali sarebbero congruenti con questa prima ipotesi di lavoro. Lorenzo dei Medici, nato con il Sole e l’Ascendente in Leone presso la stella di prima grandezza “cor Leonis”, avrebbe in quel segno lo stesso Y: non è forse un poeta del “tempo”? Così suonano i suoi versi più noti: “quant’è bella giovinezza - che si fugge tuttavia, - chi vuol esser lieto sia - del doman non v’è certezza”. In base a questa prima ipotesi Y transiterebbe oggi in Sagittario (oppure, in subordine, in posizione diametralmente contraria, quindi in Gemelli, per la legge di coincidenza degli opposti). E’ un’idea ancora troppo vaga per un pianeta tanto lontano, ma può essere precisata o corretta, anche in base ad ulteriori corrispondenze. Va tenuto conto che, se Y è il pianeta della Vergine, rappresenta anche le mode, le usanze, le tecniche artigianali e l’organizzazione del lavoro. Si potrebbero studiare le varie epoche in relazione alle mode e all’evoluzione del mondo del lavoro. Ad esempio la moda della minigonna, adottata in tempi relativamente recenti, fa pensare che Y si trovi attualmente nel segno del Sagittario. Per di più siamo in un periodo storico nel quale si è stabilita l’usanza generale di viaggiare, studiare lingue e culture diverse, vivere avventure ed esperienze a largo raggio, come vuole lo spirito del Sagittario. Quando i costumi e le mode inclineranno ad una maggiore sobrietà e severità, ciò potrebbe significare che Y è entrato in Capricorno. Ma per il momento non se ne vedono i segni. Considerazioni filosofiche su YIl pianeta Y rappresenterebbe, secondo la Morpurgo, la dimensione del tempo e sarebbe da correlare alla ciclicità, al ritmo, alla frequenza, alla tendenza all’ordine e alla ripetizione, al clima, alla variabilità atmosferica e al segno della Vergine, di cui l’astro sarebbe maestro. Dato che la Vergine è il segno della manualità, dell’artigianato e dei rilievi collinari e montuosi, si può pensare che Y ricordi il mitico Efesto – Vulcano, che era un valente artigiano e lavorava i metalli nel fuoco dell’Etna. Ma si può dire che ciò che non è stato scoperto dall’uomo appartiene a zone della coscienza e del sapere umano non ancora chiare o non ancora messe bene a fuoco: quanto Y avrebbe a che fare con l’idea ontologica del tempo, col senso dell’eternità, con l’epifania del trascendente e dell’incomprensibile nelle vicende umane? Credo che i cicli di Y coinvolgano lo stesso spirito del tempo, in senso civile o religioso, la relativa evoluzione spirituale, e il rapporto dell’uomo col tempo, dimensione dell’anima nella storia, nel suo passare e nel suo restare. Ho ricordato la concezione poetica del tempo che emerge dagli scritti e dalle opere di Lorenzo il Magnifico, l’idea di un’età da cogliere e da assaporare, un’età dei frutti, che si potrebbe definire il tempo - leonino dell’età dell’oro... Come lo splendore gioioso del Sole d’agosto, che porta con sé il presentimento di una successiva caduta verso l’inverno. Concezioni del tempo ve ne sono molte, magari in rapporto ai transiti di Y nei segni zodiacali. Riporto a questo proposito una domanda avvincente che il filosofo e per i cristiani santo Agostino si pone nelle “Confessioni”: “Chi potrà fermare il cuore per fissarne l’attimo nell’immobilità, perché quell’istante rapisca lo splendore dell’eternità sempre ferma e immobile e paragonarla con il tempo che mai s’arresta e comprenderne l’incomparabilità?” E forse si possono trovare metafore dell’ignoto Y nella seduzione del serpente biblico che offre il frutto proibito della conoscenza, oppure nell’immagine dell’Uroboros, il serpente che morde la sua coda disegnando una circolarità ciclica. Così, come è stato detto, ai due estremi della freccia astrologica del tempo Vergine - Pesci abitano rispettivamente Y e Nettuno. Il primo mette in luce lo stretto rapporto, di cui già narra la Genesi biblica, intrecciato tra il serpente e la donna, la Vergine appunto, sia essa Eva o Maria. Nettuno simboleggia l’atemporalità dell’eterno. E infatti lo stesso Nettuno sfugge alle maglie numeriche della legge di Titius e Bode. Parte II – Esiste il pianeta X e dove si colloca nel cielo?E’ POSSIBILE, SEGUENDO UNA LOGICA ASTROLOGICA, TROVARE CONFERME INDIRETTE DELL’ESISTENZA DEL TRANSPLUTONIANO X ? E’ POSSIBILE NELLA STESSA LOGICA PROPORRE UN LUOGO CELESTE DOVE POSSA TROVARSI IL PIANETA IGNOTO, E QUINDI CERCARE D’INDIVIDUARLO? Nelle prossime pagine mi propongo di rispondere a queste domande brevemente, partendo dai più recenti fatti storici. Riassumo quanto ho già scritto: l’astro X si troverebbe a circa 77,2 Unità Astronomiche di distanza media dal Sole, e il suo tempo di rivoluzione orbitale sarebbe di 678,3 anni. L’orbita di X sarebbe di poco inclinata sull’eclittica e avrebbe una bassa ellitticità. Se le cose stanno così, la velocità orbitale di X sarebbe quasi costante nel tempo e i transiti lungo i segni, archi di uguale ampiezza, avrebbero uguale durata di circa 56,5 anni. Con le premesse fatte, tra la posizione di X nel 2001 – 2002 e quella del 1492 intercorre un arco di 90°. Infatti tra il 1492 e il 2001 c’è un intervallo temporale di 509 anni, equivalente a tre quarti del tempo di rivoluzione orbitale. In questo tempo X avrebbe percorso un arco celeste di tre quarti di angolo giro, cioè 270°. Vale a dire: 508,7 : 678,3 = 270 : 360 Insomma se X ha compiuto 270° di arco dal 1492 ad oggi, mancano solo 90° per tornare alla posizione di partenza. In termini astrologici si può parlare di “quadrato”. Un aspetto astrale potente come il quadrato si associa ad una risonanza simbolica, che coinvolge tempi e luoghi. Come se il cammino del tempo ritornasse agli stessi luoghi, per determinare una svolta. La storia del 1492 è nota e riguarda il viaggio transoceanico del genovese Cristoforo Colombo sulle tre navi ottenute dai sovrani di Spagna. La storia del 2001 è segnata da due noti momenti. Nei giorni 18 – 21 luglio si incontrano a Genova i cosiddetti “8 grandi” (G8), cioè i rappresentanti degli 8 paesi più potenti della terra. A Genova, divenuta “città proibita”, accorrono centinaia di migliaia di giovani che contestano l’ordine globale degli “8 grandi”. Seguono battaglie di piazza e un’indiscriminata repressione poliziesca. Muore, colpito dai carabinieri, il giovane Carlo Giuliani. Un secondo evento risale al successivo 11 settembre: a New York le Twin Towers sono distrutte e migliaia di persone uccise da imprevedibili e sconvolgenti attacchi di “kamikaze” alla guida di aerei dirottati. A Washington un aereo colpisce il Pentagono. Un quarto aereo dirottato precipita senza giungere a destinazione. Con la fine dell’invulnerabilità degli USA, si dice che il mondo non sarà più lo stesso. Nella stessa Genova dove Cristoforo Colombo nacque, Carlo Giuliani muore. Il primo intendeva dimostrare la sfericità della terra, e finì per scoprire il Nuovo Mondo e iniziare il tempo della conquista. Il secondo durante un’oceanica manifestazione di popolo chiedeva un Mondo Nuovo e diverso, che comprendesse i diritti, la fratellanza, la giustizia. Nel 1492 gli “alieni” arrivano in America dal mare con tre caravelle. Nel 2001 gli “alieni” sconvolgono l’America dal cielo, dirottando quattro aerei, dei quali solo tre arrivano all’obiettivo. Due volte viene compiuto il salto geografico che attraversa l’oceano e unisce Europa e America. Lo percorre Colombo in circa due mesi del 1492, partendo da Palos il 3 agosto e arrivando a S. Salvador in ottobre. Nel 2001 un pauroso “terremoto” epocale parte ancora da Genova dove è nato e morto Carlo Giuliani. E il punto di arrivo è ancora una volta, dopo due mesi, sulle sponde del continente nuovo, a New York e Washington. Gli attentatori suicidi che si gettano contro le Torri non hanno legami di fatto o di pensiero con i protagonisti di Genova, ma con la loro azione mettono comunque in discussione lo stesso ordine globale che era stato contestato a Genova. Un altro invisibile legame tra i fatti del luglio di Genova e del settembre di New York sta in un dettaglio apparentemente insignificante: il cognome del giovane genovese Carlo è lo stesso del sindaco di New York: Giuliani! Insomma l’antico viaggio che va dal vecchio mondo al nuovo, compiuto nel 1492 nel nome di C. Colombo, si ripete drammaticamente nel 2001 nel nome di Giuliani, e ripetendosi chiede implicitamente di essere ripensato. Come volevo dimostrare, c’è una risonanza storica e simbolica tra i fatti del 1492 e quelli del 2001. Questa risonanza va a confermare l’esistenza di un pianeta transplutoniano, definito X e situato ad una distanza data dalla legge di Titius e Bode. Il domicilio di X nel ToroSi può cercare un’ulteriore conferma dalle seguenti considerazioni. Se il pianeta ignoto X ha il domicilio astrologico in Toro, anche i suoi significati devono essere correlati a quelli del segno. Nella risonanza storica tra i fatti del 1492 e quelli del 2001 devono dunque essere in gioco i significati del Toro. E’ possibile dimostrare che è così. Il segno del Toro definisce un “continuum spaziotemporale” che è il territorio e/o l’ambiente di vita, lo spazio biologico che offre nutrimento e sopravvivenza. Questo territorio si allarga o si restringe nel cammino dell’evoluzione storica dell’individuo e della comunità. Con la scoperta dell’America (posta come origine del nostro percorso logico) avviene un salto epocale nel rapporto dell’uomo europeo (e poi anche non europeo) con il territorio. E un salto nella sua evoluzione economica. Non solo l’uomo acquista la percezione di una terra sferica, ma la sua economia si conforma a questo spazio e diviene globale. Il dominio degli oceani da parte delle navi europee consente di dare un respiro planetario all’economia e alla politica. Ma la conquista del globo passa attraverso momenti non gloriosi in cui molte popolazioni umane e animali vengono oppresse e sterminate, foreste distrutte e lo stesso pianeta è inquinato e minacciato nei suoi antichi equilibri. A tre quarti del cammino di rivoluzione del pianeta X, negli anni dal 1999 al 2001, tra Seattle e Genova, si fa imperiosamente strada a livello di opinione pubblica e di movimenti politici il tema di una gestione più giusta, umana e razionale delle risorse economiche globali e del territorio mondiale. Il quadrato celeste propone uno strappo o un momento critico che la globalizzazione deve affrontare per potere compiersi nel migliore dei modi, possibilmente sanando gli errori e gli orrori del passato. I conti finali del processo iniziato col 1492 si faranno quando X avrà terminato la sua rivoluzione, nel 2170. Infatti: 1492 + 678 = 2170 Ipotesi sulla posizione di X in cieloDa quanto ho sviluppato nelle pagine precedenti, si può pensare che, tanto nel 1492 quanto nel 2001, il “pianeta della globalità” occupasse luoghi celesti simbolicamente importanti. Questi luoghi sarebbero comunque collocati a mutua distanza di 90°. Stabilire quali siano questi luoghi è un po’ più difficile, ma l’arco di 90° mi ha fatto pensare alle cuspidi dei segni cardinali dello zodiaco. Tali cuspidi corrispondono ai punti d’incontro dell’eclittica con l’equatore celeste, e/o ai punti di massima altezza (Nord o Sud) dell’eclittica sull’equatore. L’ipotesi che propongo ha trovato nelle mie ricerche numerose conferme, che la rendono, spero, almeno sostenibile. Nel 1492 il pianeta X si poteva trovare alla cuspide del segno Bilancia, vicino all’equatore celeste, e nel 2001 alla cuspide del segno Cancro, dove attualmente si trova l’intersezione dell’eclittica con l’equatore galattico (coincidenza significativa di un momento storico particolare, in cui s’impone una riflessione più vasta e filosofica sui modi in cui l’economia globale si sviluppa). D’altra parte ci sarebbe stata un’altra straordinaria coincidenza. Il 21 giugno 2001, poche ore dopo il solstizio, e dunque sulla cuspide del segno Cancro (0°10’), il Sole è eclissato dalla Luna. Gli eventi di Genova, cioè la riunione degli “8 grandi” e la grande manifestazione di popolo, si verificano quando la Luna ritorna per la prima volta sul punto di eclissi, e pochi giorni dopo che Giove ha fatto ingresso in Cancro, toccando anch’esso il punto d’eclissi. Anche X si sarebbe dunque trovato in quel punto del cielo, “acceso” dai transiti astrali? Andiamo poco tempo avanti. Il giorno dei noti fatti di New York e Washington, Marte è da poco entrato nel segno Capricorno e si oppone al punto di eclissi (e al pianeta X?). Invece la Luna tornerà su quel punto (e su X?) nello stesso giorno! Terzo momento: il 7 ottobre 2001 gli Usa attaccano l’Afghanistan come ritorsione per i fatti di settembre: proprio in quel giorno il Nodo lunare Nord tocca il punto esatto di eclissi! E’ dunque lecito pensare che X si trovi proprio lì, sulla cuspide del segno Cancro e congiunto a Giove? La congiunzione di X all’equatore galattico, a Giove di transito, all’eclissi di giugno, la successiva opposizione a Marte e infine la congiunzione esatta al Nodo lunare Nord avrebbero costituito una somma di eventi astrali tali da attivare il significato simbolico di X sulla scena mondiale, in concomitanza con moti di popolo, crisi politiche, umanitarie e militari e sommovimenti economici come quello dell’Argentina. E proprio l’ingresso di X in Cancro spiegherebbe non solo i moti popolari a favore di una “globalizzazione” più umana (il Cancro rappresenta l’entità popolare), ma anche il momento di una generale e temuta recessione economica (il Cancro rappresenta la “recessione” del Sole che, toccato il punto più alto del cielo, inizia a discendere in declinazione). Il transito di X nel segno Gemelli, dalla fine della guerra mondiale (1945) fino al 2001, avrebbe favorito la grande espansione economica e commerciale delle nazioni egemoni su scala mondiale. In questo periodo “postbellico” (tale almeno da un punto di vista eurocentrico) X sarebbe salito di quota come il Sole a primavera, sino a raggiungere la massima altezza (sempre dalla prospettiva del Nord della Terra) con la cuspide del Cancro. Da allora in poi inizierebbe una perdita di quota, simile a quella del Sole dopo il solstizio, come se la “globalizzazione”, ormai attuale nella prassi commerciale, dovesse essere “digerita” dalle coscienze dei singoli e dei popoli, per farsi così compatibile con i sentimenti e i valori dell’umanità. Come il Cancro è il segno della digestione e dell’interiorizzazione, così, con X in Cancro, si aprirebbe una fase di elaborazione e introiezione che coinvolge le coscienze individuali e popolari. Passaggi storici di XConsiderato che il passo di X, per le ipotesi svolte, è di un grado per 1,88 anni e di un segno per 56,5 anni, ho provato a regredire nel tempo storico per verificare la congruenza della mia ipotesi di lavoro con alcuni importanti eventi storici. Ho notato come in tanti momenti salienti della storia antica e moderna risulterebbe sempre una congiunzione o un’opposizione di X a stelle significative della trama zodiacale. Prendiamo ad esempio la nascita di Gesù, che secondo il Vangelo di Luca fu deposto su una mangiatoia da Maria, Grande Madre dei cristiani. Per l’ipotesi che ho fatto, il pianeta X si sarebbe allora trovato proprio vicino alla “Mangiatoia” celeste, vale a dire l’ammasso stellare M 44 del Presepe, e presso le stelle degli Asinelli, nella costellazione del Cancro. Ricordo che Gesù nacque probabilmente nel 7 avanti C. (!), in concomitanza con la congiunzione Giove – Saturno, e che in quel tempo segno e costellazione del Cancro erano sovrapposti. Circa 33 anni dopo, con la predicazione e la crocifissione di Cristo, il pianeta della globalità X si sarebbe trovato presso la stella Regulus, che rappresenta il padre e la regalità. La congiunzione X – Regulus riguarderebbe allora il principio di una paternità spirituale cristiana associato a quello di una Grande Madre (Maria di Nazaret), e/o un principio di amore e di fede che vuole farsi globale e che influenzerà la storia del mondo. Il luglio 1054 fu il mese dello scisma che divise i cristiani, quando il papa Leone IX scomunicò il patriarca di Costantinopoli Michele Cerulario. In quel tempo X si sarebbe trovato a circa 7° del segno Acquario, presso la stella Nashira (“la buona novella”), e opposto a Giove: opposizione che pare rappresentare efficacemente lo strappo avvenuto nel processo di “globalizzazione” religiosa. Tornando al 1492, all’epoca della scoperta del Continente Nuovo, il pianeta X sarebbe transitato in cuspide Bilancia in congiunzione col Nettuno natale di Cristoforo Colombo (nato nel 1451) e della sua generazione. Fu proprio quella generazione a riscoprire (dopo che alcuni astronomi greci avevano enunciato la sfericità della terra e valutato il suo raggio) l’ampiezza e la rotondità della Madre Terra (X) viaggiando per mare (Nettuno)! Nel 1900 (anno dell’uccisione del re Umberto I ad opera di Gaetano Bresci), X sarebbe stato a 6° – 7° Toro, all’altezza della stella Hamal, e quindi della Testa d’Ariete, chiaro simbolo di forza irruenta. Nel 1914, con l’inizio della grande guerra, X sarebbe stato a circa 14° Toro, diametralmente opposto alla stella Zuben Elgenubi, la Chela Meridionale dello Scorpione, che indica una forza tenace e combattiva. Dal 1936 –‘37 al ’45 circa, con l’Europa e il mondo sconvolti dalla guerra, X sarebbe stato negli ultimi gradi del segno Toro (segno associabile all’Europa), prima alla Longitudine di Algol (il potere dell’eclissi) e poi delle Pleiadi (le Repubbliche Europee). Quando nel 1961 fu eretto il muro di Berlino, X sarebbe stato congiunto ad Aldebaran (alfa Tauri, situata a 9° del segno Gemelli) e quadrato a Plutone. Dalle mie ricerche, risulta una parentela simbolica tra Aldebaran, la stella più luminosa del Toro - Europa, e Berlino, centro di riferimento europeo. Nel 1989, con la caduta del muro di Berlino e la rivoluzione nei paesi dell’Est, X sarebbe stato prossimo alle stelle delle Corna del Toro e alla Crab Nebula (circa 24° del segno Gemelli). L’associazione della Crab Nebula alla caduta del muro che divideva Est e Ovest è del tutto congruente. Infatti la Nebulosa del Granchio proviene dalla Supernova osservata in cielo da cinesi e giapponesi nel luglio 1054, mese del già menzionato scisma tra oriente e occidente. Con quello scisma si originò una frontiera che ancora divide Est e Ovest, e in particolare il mondo ortodosso (greco, russo, ecc.) dal mondo cattolico e da quello riformato. Sempre secondo l’ipotesi svolta, il pianeta X toccherebbe l’Equatore celeste ad intervalli di circa 339 anni, orientativamente in queste date: 814 d.C. 1153 1492 1831 2170 2509 Sarebbe interessante anche valutare, per l’ipotesi fatta o altre eventuali, le epoche in cui Plutone e X si sono trovati in uno stesso segno. Queste dovrebbero essere epoche critiche nei processi di globalizzazione economica e culturale. Ad esempio: gli anni precedenti e successivi al 1054, epoca dello scisma; gli anni intorno al 1470, di pieno rinascimento precedente alla scoperta di nuovi mondi e alla nascita di nuovi pensieri (Copernico nasce nel 1473). Infine X e Plutone si sarebbero trovati insieme nel segno dei Pesci nei primi due decenni dell’Ottocento e oltre, in concomitanza con l’ascesa e la caduta di Napoleone, la diffusione delle idee della rivoluzione francese e la nascita di nuovi patriottismi, il Congresso di Vienna, l’esilio di Napoleone fino alla sua morte. Tra il 1819 e il ’20, la congiunzione Plutone – X sarebbe stata intercettata da Saturno. Napoleone morì nel 1821. Cieli natali di personaggi storiciQuanto ai cieli natali di personaggi storici, una congiunzione Sole – Marte – X in Toro si troverebbe nel cielo natale di Evita Peron (7–5–1919), “grande madre” nella storia politica dell’Argentina. “Sono una di voi, so cos’è la fame” diceva alle folle di poveri “descamisados” che la osannavano. Di lei si ricorda anche l’estensione del voto politico alle donne, nel 1947. Evita Peron morì nel 1952, a 33 anni, per un tumore all’utero: Marte congiunto a X, contestualmente ad altre configurazioni celesti, quali la congiunzione Luna – Saturno, avrebbe avuto il significato di “ferita alla zona generativa femminile”. Nel cielo di Adolf Hitler (20-4-1889), vi sarebbe una stretta congiunzione Sole - X nel primo grado del Toro (o X stava alla fine dell’Ariete con Mercurio?). A modo suo questo personaggio, quasi spinto da un’atavica “fame”, intendeva “globalizzare” o conquistare il mondo, tanto che Charlie Chaplin, nato a pochi giorni di distanza, lo raffigurò col mappamondo in mano. E la storia dei “lager” sembra rievocare il mito di Minosse e del labirinto punitivo, dove giovani ateniesi venivano inviati al Minotauro per essere sacrificati. Forse non a caso Winston Churchill (30–11–1874), rivale del “Fuhrer”, avrebbe avuto Marte e Giove natali in opposizione a X in Ariete, e l’asse dell’opposizione coincidente con l’asse dei Nodi lunari. Nel tema natale di Lenin (22-4-1870), la cui ideologia divenne protagonista nella competizione “globale”, si trova una congiunzione Marte - Nettuno – X in Ariete. Alla nascita di un genio “mondiale” come Michelangelo (6-3-1475) ci sarebbe stata la congiunzione Plutone – X in Vergine in opposizione a Luna – Sole - Marte. Sono andato molto lontano nell’esame di quella che è una semplice ipotesi, per quanto suffragata da varie corrispondenze trovate e documentate. Ma di quest'ipotesi sono sempre più convinto: X si troverebbe oggi a 3 – 4 gradi del segno Cancro, presso la stella Propus (Eta Geminorum). Paradossalmente, se la posizione di X fosse diametralmente opposta a quella prospettata, ciò suonerebbe a conferma dei ragionamenti svolti, grazie ad una legge che si potrebbe definire di “identità degli opposti”. Le congiunzioni diventerebbero opposizioni e viceversa, ma le date di risonanza astrologica resterebbero inalterate. In conclusione, ritenendo che l’astrologia possa dimostrarsi valida nella ricerca scientifica, ho voluto proporre un’idea di partenza (da sviluppare, verificare o da contestare con altri utili argomenti) al fine di associare astrologia e scienza, e magari orientare i telescopi alla ricerca di un pianeta che, come il Sole prima dell’alba, già tinge il cielo dei suoi colori. Dedico questo lavoro alla memoria di Carlo Giuliani, simbolo vivo di una gioventù che non chiede città proibite, ma una “globale” giustizia. Marco Gambassi - marcogambassi@libero.it AppendiceDate orientative dell’ingresso del pianeta X nei segni, secondo l’ipotesi sviluppata(Figura da completare...) Posizione di X in un cielo nataleLa posizione di X nel cielo natale di un soggetto indicherebbe in che modo eventualmente il soggetto potrebbe sentirsi parte del tutto o “cittadino del mondo”. Ad esempio una persona con una congiunzione natale Venere – X in Toro avrebbe un talento artistico tale da poter essere speso in una scuola artistica importante nel dibattito “globale”. Inoltre l’amore e l’arte sarebbero per lui “tutto”, o modi per arrivare al tutto, o al mondo. Si potrebbe forse dire che questo soggetto ha fame d’amore e anche di arte. Naturalmente la posizione di X nel cielo natale darebbe indicazioni sul rapporto di un soggetto con la figura materna, con la stessa “madre terra”, e sui bisogni fondamentali e sugli appetiti che lo muovono, quasi a compensare qualcosa che non ha avuto e ha fortemente desiderato nei primi anni di vita. Inoltre X rappresenterebbe le ovaie e quindi, per una donna, la fecondità e gli attributi secondari della femminilità. I quattro simboli della globalitàCon la croce fissa l’idea della “globalità” si declina attraverso i quattro elementi: Terra, Fuoco, Acqua, Aria. I quattro segni della croce fissa rappresentano i quattro elementi nella loro “globalità”. Nella globalità, o sfericità, esiste un centro per così dire “radiante”. Trovare “il centro” significa forse trovare il rispettivo potere. Così i quattro segni fissi rappresentano la potenza dei rispettivi elementi. Il Toro simboleggia la potenza attrattiva – possessiva dell’elemento tellurico. Il Leone il potere bruciante del fuoco. Lo Scorpione il potere allagante e alchemico dell’acqua. L’Acquario la potenza “spirituale” dell’aria o del cielo. Ad ognuno di questi 4 segni si può associare un corpo celeste, definito “maestro” del segno, che risulta adatto a rappresentare la centralità, la globalità e il potere dell’elemento stesso. Al Leone si associa il Sole, che infatti rappresenta il centro radiante del sistema e un potere che dà vita e la riscalda. Allo Scorpione si associa Plutone. E qui ricordo quanto ho scritto nelle pagine precedenti: Nettuno e Plutone sembrano rappresentare un unico nodo planetario. Anche dal punto di vista simbolico Nettuno e Plutone rappresentano le acque: il primo le acque oceaniche, il secondo le acque sotterranee (il fiume dell’Ade). Si potrebbe pensare che Nettuno sia in esaltazione in Scorpione. In ogni caso il nodo planetario Nettuno – Plutone rappresenta la globalità dell’elemento acqua, e il principio per il quale si raggiunge l’Est navigando verso Ovest. Al segno fisso dell’Acquario si associa Urano, che infatti rappresenta la sfericità celeste. Al Toro dovremmo dunque associare un altro pianeta adatto a rappresentare la sfericità, la centralità e il potere dell’elemento tellurico, la forza attrattiva della materia, la potenza del terremoto, le forze arcaiche della fame e del possesso, il potere del nutrimento materiale e affettivo. Questo pianeta sembra essere tuttora ignoto; nelle pagine precedenti è stato definito X, a rappresentare la globalità della terra, il mondo emerso e l’archetipo della Grande Madre. Bibliografia: “L’Astronomia” di Fred Hoyle, Sansoni Editore - Firenze “Le confessioni”, di Agostino d’Ippona “Introduzione all’Astrologia” di Lisa Morpurgo, ed. Armenia “Il convitato di pietra” di Lisa Morpurgo “Astronomia per astrologi” di John e Peter Filbey, ed. Astrolabio “Le comete” di Franco Foresta Martin, Sansoni Editore. “La scienza dei numeri” Papus (G.Encausse), Ed. Brancato. “Un ‘magnifico’ oroscopo per Lorenzo” Claudio Cannistrà, Linguaggio Astrale, n.88, 1992.
Marco Gambassi - Via Dante da Castiglione 33 - 50125 Firenze - marcogambassi@libero.it www.marcogambassi.it Cell. Firenze, Gennaio 2008 Distanze dei pianeti dal Sole in Unità Astronomiche |