Marco Gambassi

Studio delle stelle: Astronomia e Astrologia

> Astronomia e scienza

I transplutoniani

Dalla premessa del libro "Negli occhi dello sciamano", di Hernan Huarache Mamani, Piemme, Casale Monferrato 1999
Un astronomo che stava visitando il Canon del Colca sentì parlare di Tomas Laura, un astronomo andino. Il visitatore dopo averlo ncontrato gli chiese se poteva insegnargli a conoscere i nomi andini delle costellazioni del cielo.

Prima di rispondere, Tomas gli rivolse alcune domande: "Cos'è la Terra per te? Ascolti, quando la Terra ti parla? Qual è il punto di maggior forza di questo pianeta? Cos'è che unisce l'uomo alla Terra?" Le risposte dell'astronomo in visita non sembrarono soddisfacenti a Tomas Laura, per cui aggiunse: "Come pretendi di conoscere il linguaggio dei cieli, se non conosci il linguaggio della Terra? Prima impara gli insegnamenti della Terra sulla quale poggiano i tuoi piedi e poi ti insegnerò i nomi delle costellazioni e i messaggi del Cosmo. Solo i pazzi e gli stolti vogliono imparare prima quello che è lontano, senza conoscere ciò che è vicino." 


La scoperta di nuovi pianeti
di   Marco Gambassi

Un capitolo importante della ricerca scientifica moderna è la scoperta di nuovi corpi celesti, pianeti, asteroidi, stelle, ecc..

Negli ultimi due secoli ben due nuovi pianeti, Nettuno e Plutone, furono trovati dopo essere stati “pensati”. La loro posizione fu rivelata dallo studio delle perturbazioni dei pianeti vicini. E’ possibile ipotizzare l’esistenza di un nuovo pianeta e persino la sua posizione in base a criteri astrologici? Credo che l’astrologia possa giocare un ruolo attivo nella ricerca di nuovi pianeti e più in generale nella ricerca scientifica. La stessa scienza potrebbe così rigenerarsi in una visione olistica dell’uomo e del cosmo, in un pensiero che abbracci cielo e terra come lo sguardo. 

Come fece notare Lisa Morpurgo, mancano due entità planetarie a ricostituire l’architettura del nostro Zodiaco. I segni Toro e Vergine sarebbero “domicili primari” di due pianeti ignoti, dato che Venere e Mercurio avrebbero i loro domicili primari rispettivamente in Bilancia e in Gemelli.
Così si delineano i profili di due transplutoniani: X e Y, la Terra e il Cielo, lo spazio e il tempo, la soddisfazione di una fame materiale, e l’acqua viva che risponde a una sete spirituale.

Forse è vero che qualcosa o qualcuno nasce quando il cielo e la terra sono colmi della sua attesa e più sofferenti della sua mancanza. Il Sole nasce nel chiarore dell’alba e nel gelo del mattino. L’astro X sarà forse individuato nel culmine dell’attesa di un mondo che restituisca valore alla terra e ai suoi abitanti più umili e più affamati, e che salvaguardi l’ambiente. Ma X esiste, e dove, e a quale personaggio mitico può essere accostato? X è forse Proserpina, la figlia che torna dalla madre nel fiorire della primavera, e dal consorte Plutone quando i semi cercano la profondità? E’ Rea, madre di alcuni importanti Dei dell’Olimpo? E’ forse Cibele, dea straniera che i greci importarono dalla Frigia? Oppure tale pianeta, essendo domiciliato in Toro, riguarda il mito del Minotauro e del labirinto?

Non ho la pretesa di dare un ritratto esatto di un pianeta che è ignoto, e lo è anche perché non abbiamo ancora una compiuta coscienza della sua identità e del suo valore.